Conferenze

A Nepi (VT) un incontro su “I Predatori dell’Arte e il Patrimonio ritrovato”

Lo scavo clandestino ed il traffico dei reperti archeologici saranno i temi affrontati nell’incontro che si terrà sabato 2 dicembre alle ore 17.00 presso il Museo Civico di Nepi (VT).

 

A parlarne saranno la dottoressa Daniela Rizzo insieme al dottor Maurizio Pellegrini, che dal 1985 hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell’Ufficio Sequestri della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e che hanno collaborato con l’Autorità Giudiziaria e con le Forze dell’Ordine nell’ambito di importantissime operazioni internazionali a contrasto del traffico illecito di beni culturali, infliggendo un duro colpo alle organizzazioni criminali e favorendo il recupero ed il ritorno in Italia di capolavori dell’arte antica.

 

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L’appuntamento sarà occasione per approfondire l’annoso problema della tutela del Patrimonio Culturale nei confronti delle attività illecite di trafugamento, di ricettazione e di traffico e soprattutto degli effetti che queste “operazioni pianificate e commissionate” hanno sul valore storico di ogni singolo bene che viene sottratto dal suo contesto originario, con un inestimabile danno scientifico ed economico per il Paese.

Documenti inediti sull’organizzazione criminale a base “piramidale”, mappe delle rotte dei traffici, fotografie scattate all’epoca degli scavi clandestini e delle vendite, e “supermarket dell’archeologia” del Porto Franco di Ginevra saranno gli strumenti che consentiranno di ripercorrere il lungo viaggio dei capolavori sequestrati in Svizzera e provenienti per la maggior parte dei casi dall’Etruria e dalla Puglia.

Tra le vicende che meritano particolare attenzione, quelle del cratere e della kylix di Eufronio (ceramografo greco di VI secolo a. C.) provenienti da Cerveteri e dell’antefissa con Menade e Sileno danzanti (coroplastica etrusca di V secolo a.C.), restituita dal J. Paul Getty Museum di Malibu e prima ancora parte della collezione di Barbara e Lawrence Fleischman.

Alcuni dei beni culturali italiani, quindi, come protagonisti di avventure in cui personaggi criminali hanno tentato di deciderne il destino, ma che con un lieto fine sono ritornati negli antichi luoghi di origine.

Questi i profili dei relatori, vincitori nel 2014 del premio ARCA (Associazione per la Ricerca sui Crimini contro l’Arte):

Daniela Rizzo già archeologo direttore coordinatore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in servizio presso la Soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale di Roma, direttore del complesso archeologico di Sutri, responsabile del Servizio Controllo Circolazione Beni della Soprintendenza, collaboratore del Comando Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, membro della Commissione Recupero Beni Culturali del MiBACT e docente del Centro Studi Criminologici di Viterbo nell’ambito del Master in Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale.

Maurizio Pellegrini già direttore archeologo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in servizio presso la Soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale di Roma, collaboratore del Comando Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, membro della Commissione Recupero Beni Culturali del MiBACT, responsabile del Laboratorio Didattica e Promozione Visuale presso il Museo Etrusco di Villa Giulia di Roma e docente per l’ABAV in Tecniche della documentazione audiovisiva.

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